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La forza della rete

Espressione di un’alta orologeria accessibile, Daniel Wellington,
con i suoi modelli dallo stile classico e minimalista
a un prezzo contenuto, rivoluziona gli schemi del settore e
conquista il mercato a «colpi» di follower

di Matteo Valerio foto di Roberto Sorrentino

Èun fenomeno fashion di forza internazionale, nato come spesso succede grazie a un’intuizione semplice e geniale, il cui successo dimostra l’enorme potenzialità della rete in termini di comunicazione. Diverso anche nel nome che, rispetto ai marchi di orologeria tradizionale, non è quello del fondatore dell’azienda ma un omaggio a chi ha ispirato uno dei brand più cool del momento. Daniel Wellington, infatti, con le iniziali DW e la caratteristica D del logo rovesciata, è la persona che, in maniera del tutto inconsapevole, ha influenzato il concetto di orologeria di Filip Tysander, mente creativa di Daniel Wellington. Nel 2006 infatti, Tysander incontrò in Australia il signor Wellington, un gentleman inglese con al polso un Rolex Submariner d’epoca con un cinturino in tessuto nero e grigio di tipo Nato: questo cinturino, in materiale sintetico e così definito in quanto utilizzato negli anni 40 per esemplari destinati ai reparti militari, è stato talvolta impiegato per offrire un’alternativa pratica ai modelli di natura sportiva.

L’intuizione di Tysander fu di declinare il cinturino Nato in una molteplice varietà di colori 

DANIEL WELLINGTON

Daniel Wellington Dapper St Mawes, con cassa di 38 mm di diametro in acciaio con trattamento IP rose gold e cinturino in pelle. A ore 6 è collocata la finestrella della data (219 euro).

Daniel Wellington Grace Warwick con cassa di 36 mm cinturino Nato in tessuto (179 euro).

Modello Classy St Mawes Rose Gold con cassa di 26 mm, adatto a un pubblico femminile (129 euro).

Filip Tysander ne rimase così affascinato che, una volta tornato a Uppsala, nella natia Svezia, decise di sviluppare la propria idea di orologeria partendo da quanto osservato e, soprattutto, da quel cinturino. L’azienda, a questo punto, non poteva non chiamarsi Daniel Wellington. È però il marketing, con un’interpretazione moderna e contemporanea in termini di prodotto e di comunicazione, a risultare vincente. L’intuizione di Tysander fu di declinare il cinturino Nato in una molteplice varietà di colori (in una fase successiva è stato approntato anche il cinturino in cuoio) e di puntare su un’estetica di impostazione classica. Cassa rotonda di diversi diametri e molto sottile per adattarsi ai polsi maschile e femminile, in acciaio o con finitura in oro rosa, quadrante graficamente essenziale, movimento elettronico al quarzo di produzione giapponese e manifattura cinese di qualità. Con un impeccabile stile minimalista, caratterizzato da una normalità quasi paradossale che lo ha reso immediatamente riconoscibile e iconico, corredato da un prezzo molto competitivo e con un packaging sofisticato. Un orologio che ricorda i grandi classici delle firme più prestigiose dell’orologeria, ma che può essere portato al polso in maniera disinvolta. L’azienda, una startup che richiese a Tysander nel 2009 un investimento iniziale di circa 15mila dollari, ha chiuso il 2015 con un fatturato di oltre 100 milioni di dollari.

Orologi per il tempo libero,

adatti anche per il giovane uomo d’affari.

DANIEL WELLINGTON 

L’orologio nella foto è uno Sheffield, con cassa di 40 mm in acciaio e cinturino in pelle (189 euro).

Un orologio adatto anche al pubblico femminile.

DANIEL WELLINGTON

Lo stile preppy ben si adatta al Classy Sheffield di Daniel Wellington, con cassa in acciaio di 34 mm  di diametro e movimento elettronico al quarzo cinturino in pelle (169 euro).

Un successo globale, nel quale Internet ha giocato un ruolo di primo piano. La distribuzione mondiale, che conta 6mila punti vendita, è stata ben integrata fin dall’inizio dalla vendita online. Ma è con i blogger e le fashion star che Daniel Wellington diventa popolare per chiunque utilizzi un computer o uno smartphone. Più di un milione di follower di Instagram trasformano ogni modello in oggetti da indossare, fotografare e pubblicare, creando un forte senso di appartenenza della community, in un ambito virtuale in cui si condividono emozioni e momenti di vita quotidiana.……PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE