Finalmente re

Storia di un amore per la corona. Ammirata nei film,

invidiata addosso agli amici, desiderata in tutte le occasioni.

Un giorno finalmente è arrivata: il mio primo Rolex!

Un Explorer II. Ma era solo l’inizio

di Massimo Nordio – direttore generale e amministratore
delegato di Volkswagen Group Italia

Per un baby boomer come me la scintilla per farmi innamorare perdutamente di Rolex sarebbe potuta scattare in qualunque momento: vedendolo al polso di Sean Connery mentre esce in smoking bianco dall’acqua nel prologo di «Goldfinger» (1964) oppure al polso di Paul Newman nel meno noto «Indianapolis, pista infernale» (1969), o, addirittura, indossato da Robert Redford in «Tutti gli uomini del presidente» (1976)… Più semplicemente, o facilmente, qualcuno dei miei cari avrebbe potuto regalarmelo per una ricorrenza importante come spesso si faceva e ancora si fa.

1971: il primo e il penultimo modello di Explorer II. Divenuto subito l’orologio preferito da speleologi, vulcanologi ed esploratori, ha una cassa di 40 mm.

2011: il secondo modello ha una cassa più grande, di 42 mm di diametro.

Ma non accadde. Non mi feci impressionare più di tanto dalle numerose apparizioni cinematografiche e nessuno me ne regalò uno. Mi abituai così a indossare orologi normali per tutti i giorni e, nelle occasioni un po’ speciali, uno dei vecchi segnatempo di mio padre con il quadrante ingiallito e sbiadito dagli anni, le lancette e gli indici opacizzati per la stessa ragione. Questo processo di invecchiamento avveniva ovviamente molto più rapidamente per gli orologi normali in mio possesso. Fui quindi molto colpito quando una splendida mattina d’estate del 1984, a Santa Marinella, vidi che l’orologio al polso di un caro amico, sebbene pieno di salsedine all’esterno, mandava dal quadrante una luce forte e netta come quella che mandano i metalli e i materiali di un oggetto appena acquistato. In un lampo mi ricordai che quello era il Gmt Master che i genitori gli avevano regalato per i 18 anni (10 anni prima!) e quindi non mi tornava il fatto che sembrasse così nuovo. Scartai subito l’idea che potesse trattarsi di un altro Rolex, e la mia curiosità mi spinse a vedere più da vicino quell’oggetto che sembrava appena uscito dal negozio e che sapevo non essere rimasto in un cassetto, ma strapazzato dalla vita intensa di un ventenne degli un caro amico, anni 80 che non si toglieva l’orologio neanche quando dormiva.

Profilo massiccio per veri esploratori 

ROLEX –  Oyster Perpetual Explorer 

Il lato della cassa, corona di carica a vite, con sistema di doppia impermeabilizzazione Twinlock.

Appena fu in mano mia, la prima cosa che mi colpì fu il peso, nettamente superiore a qualunque orologio delle stesse dimensioni che io avessi mai indossato prima, con la conseguente chiara sensazione di robustezza e indistruttibilità. Poi un accurato esame di tutto ciò che stava sotto il vetro zaffiro mi confermò l’impressione di poco prima: il trizio degli indicatori brillava, il metallo era lucidissimo, senza alcuna traccia di ossidazione, il quadrante nero splendeva, le scritte erano perfette. Tutto sembrava realizzato qualche minuto prima, non dieci anni….…PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Simbolo dello stretto rapporto

che ha sempre legato Rolex al mondo dell’esplorazione

Il nuovo Oyster Perpetual Explorer, presentato a Basilea, durante il Salone dell’orologeria 2016. Cassa in acciaio di 39 mm (6.050 euro).