Amici miei

È una vera e propria dream factory quella che con l’orologiaio Maximilian Büsser ha dato vita al marchio MB&F, sorprendente realtà dove tutto può succedere

testo di Giancarlo Maresca foto di Laila Pozzo

L’avventura di Maximilian Büsser e dei suoi numerosi amici, quei Friends che con lui hanno dato vita a MB&F, una delle più sorprendenti realtà dell’orologeria contemporanea, ha appena superato il fondamentale giro di boa dei primi dieci anni di vita. Segno che questa inedita iniziativa, fondata su una visione avveniristica e fantascientifica delle macchine del tempo, ha trovato modo di evolversi da utopia in realtà. Importantissimo rimane il supporto dei collaboratori, una cinquantina di professionisti, alcuni dei quali sono nomi noti come Eric Giroux, Stefano Macaluso, Jean-François Mojon e Kari Voutilainen, per fare solo qualche esempio. Tutti impegnati nei più diversi settori, dall’orologeria vera e propria all’ingegneria, dalla micromeccanica all’arte, passando per il design e il management, e che concorrono alla realizzazione di Horological Machines, quei meccanismi del tempo ad architettura tridimensionale e avvolti in casse che sembrano elementi di un’astronave oppure oggetti da galleria d’arte.

Il tempo avvolto in una cassa che sembra una galleria d’arte contemporanea

Horological Machine N°6 SV di MB&F in platino e vetro zaffiro, movimento automatico tridimensionale (343.628 euro).

Come in effetti accade veramente, visto che dal 2011, nella zona centrale di Ginevra, è stata aperta M.A.D. Gallery, uno spazio dedicato a ogni genere di Mechanical Art Devices, dalle motociclette ai robot, oltre che a tutte le collezioni MB&F. Ma per comprendere pienamente la nascita e lo sviluppo di Maximilian Büsser & Friends, un laboratorio progettuale e creativo, più che un marchio, bisogna fare un passo indietro ed entrare nel percorso professionale del suo ispiratore. Classe 1972, nato in Italia da padre svizzero e madre indiana, si trasferisce fin da giovane a Losanna, dove studia ingegneria presso la Scuola politecnica federale per poi assumere come primo impegno professionale la responsabilità di marketing e prodotto in Europa per conto di Jaeger-LeCoultre. Per il poco più che trentenne Büsser, la tappa successiva è la direzione generale di Harry Winston Rare Timepieces, dove le serie speciali affidate a differenti maestri-orologiai annunciano quella che poi sarà l’idea di base del laboratorio, molto concettuale e altrettanto radicale, di MB&F.

Robot +Brauer dell’artista francese Bruno Lefèvre, nel catalogo di M.A.D. Gallery.

Il movimento a carica manuale con funzione di ore, minuti e secondo fuso orario indipendente del Legacy Machine N°1.

‘Scissor Spiders’ dell’artista Christopher Locke alla M.A.D. Gallery di Ginevra.

Il primo progetto che vede la luce è Horological Machine N°1, con cassa a doppia ellisse e movimento automatico per l’indicazione di ore e minuti su due quadranti separati da un tourbillon. Questa tipologia, presente in catalogo fin dal 2007, si è poi sviluppata con un modello nuovo ogni anno. Ma è con l’Horological Machine N°6 SV, la più recente prova affrontata, che il gruppo di lavoro MB&F offre una straordinaria dimostrazione tecnica e stilistica, un modello che sembra disegnato da un progettista aeronautico, ma che funziona come un tradizionale orologio. La serie è limitata a dieci esemplari, dove la sigla SV sta per Sapphire Vision, ovvero l’utilizzo di vetro zaffiro racchiuso a sandwich da una fascia di metallo prezioso della cassa in modo da offrire la massima visibilità possibile al meccanismo tridimensionale (con tourbillon volante) e turbine per la regolazione del rotore di carica automatica (a forma di alabarda spaziale).

‘Mechanic butterfly’ di Paul Swan Topen alla M.A.D. Gallery di Ginevra.

Horological MachineN°4 di MB&F, cassa in titanio composta da 67 elementi.

Il tutto è congeniato ad arte per esaltare la sola indicazione di ore e minuti, sistemata però, come le due turbine, su indicatori semisferici a cupola e inglobati nel vetro zaffiro. Questa visione fantascientifica dell’orologeria è stata recentemente controbilanciata, ma con lo stesso slancio creativo e meccanicistico, dalla serie Legacy Machine, che riporta alla dimensione più tradizionale dell’orologeria meccanica, ovvero alla cassa di forma rotonda che racchiude il movimento. Anche qui c’è però il tocco MB&F, in questo caso dei Friends Jean-François Mojon e Kari Voutilainen, che dal punto di vista tecnico si manifesta nella funzione di doppio fuso orario indipendente, con doppia visualizzazione, e da quello estetico dal grande bilanciere, sospeso sopra il movimento stesso e i quadranti…….…PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

MB&F – Una vera dream factory attorno all’orologiaio Büsser

Büsser e una cinquantina di amici impegnati nei più disparati campi, dal design all’ingegneria, passando per l’arte e l’artigianato.

Una visione fantascientifica dell’orologeria

Il Legacy Machine N°1 di MB&F in oro rosso (71.438 euro).