Guidati dall’istinto

Linee pulite e ricercate, per un’estetica che cambia a seconda delle versioni. Virtuosismi tecnici che arrivano all’alta orologeria.

In un dialogo che trova nel mondo dell’auto la sua espressione.

L’orologio Drive de Cartier si racconta attraverso i codici della Maison e dà voce alle passioni maschili

testo di Alberto Gerosa

Avolte per raccontare una storia nella maniera più efficace bisogna partire dal fondo. O dal fondello, se il protagonista della storia si chiama Drive de Cartier, novità presentata quest’anno al Salone Internazionale dell’Alta Orologeria di Ginevra, dove ha subito raccolto il plauso pressoché incondizionato degli operatori del settore e della stampa specializzata. Ha infatti molto da dire, quel movimento che attraverso la trasparenza del vetro zaffiro si descrive con eloquenza degna del nome Cartier inciso a grandi lettere sul rotore. Lettere maiuscole classiche ben formate e allineate lungo l’estremità superiore di un nastro Côte de Genève, che all’occasione assume quasi la parvenza di un rigo calligrafico. Le sigle MC immediatamente sottostanti ci rendono edotti sul fatto che Drive è alimentato da movimenti meccanici di manifattura, interamente progettati, sviluppati e assemblati da Cartier. Si tratta di un traguardo che la Maison ha raggiunto negli ultimi anni, forte dell’avveniristico stabilimento inaugurato nel 2001 a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, e del suo Istituto di orologeria, attivo da oltre due decenni e in grado di tramandare alle nuove generazioni di orologiai il patrimonio artigianale accumulato da Cartier nel corso della sua lunga storia, iniziata nel 1847 a Parigi.

Un orologio dal carattere versatile e sportivo, che racconta l’istinto della Maison

La gabbia del tourbillon volante a forma di C, sul quadrante guilloché galvanico bianco del Drive de Cartier Flying Tourbillon.

Adattato a complicazioni via via più elaborate, il calibro 1904 a carica automatica equipaggia due dei tre modelli che compongono la collezione, declinati in casse d’oro rosa 18 carati o di acciaio. Ed è qui che la storia si fa particolarmente interessante. Sì, perché le versioni in acciaio dischiudono con i loro prezzi il meglio dell’orologeria di classe a un pubblico finora tagliato fuori da quest’ultima. Ed è particolarmente emblematico che a fare da apripista sia proprio Cartier, griffe per lungo tempo appannaggio esclusivo di quel gran mondo Belle Époque fatto di uomini di Stato, aviatori, muse dell’arte e aristocratici con quattro quarti di nobiltà. Provate a consultare i listini: non sarà così facile trovare a meno di 10mila euro (8.550, per l’esattezza… Iva inclusa!) un orologio che come Drive de Cartier con grande datario, secondo fuso orario retrogrado e indicatore giorno/notte contempla tutte queste funzioni.

Al volante dell’Alfa Romeo Giulietta Sprint Veloce, la versione in oro rosa del Drive de Cartier (19mila euro).

Il Drive de Cartier nella versione con cassa in acciaio di 40x41 mm.

Riflessa nello specchietto, si può osservare lo spessore di 11,25 mm della cassa.

 Il verbale di questa crono-fumata comincia quindi con il mio Perla di Rafael González. Campione nel rapporto qualità/prezzo, ha forza media, aromi bruni con vene gialle e sapori piuttosto dolci, insomma un compagno di buon carattere che si rivede sempre volentieri. Viste le dimensioni, si può pensare che un perla duri mezz’ora, invece ha bruciato brillantemente per 46 minuti. Secondo a fermarsi è il robusto di Salvatore Parisi, un Dunhill Cabinetta durato 49 minuti. Accrediterei questo formato di una decina di minuti in più, ma evidentemente, con gli anni, la combustione è stata accelerata a causa della riduzione dell’umidità contenuta all’interno delle cellule, proprio come accade alla nostra pelle. Non si tratta dell’umidità assorbita dai tessuti connettivi, bensì di quella assoluta, ovvero della percentuale di acqua nella massa complessiva. Ecco perché i sigari vintage pesano meno a parità di formato e umidificazione relativa. Salvatore ama molto il robusto ed è da sempre un cultore dei Dunhill. Quando questi preziosi Avana stavano scomparendo dal mercato, ne andavamo insieme a caccia in tutta Europa, ma lui ne ha acquistò tanti che ancora ne conserva una discreta scorta. «Il lungo invecchiamento rende morbidi i sapori e lenta la progressione. Il mio Cabinetta ha mostrato un andamento lineare», mi dice, «come tutti i cubani di quel periodo. Gli Avana di Dunhill vantavano i più alti standard di qualità, e anche in questo esemplare tiraggio e combustione erano perfetti».

Orologio Drive de Cartier Flying Tourbillon, movimento meccanico di Manifattura a carica manuale 9452 MC (88mila euro).

Il tutto gestito direttamente dalla corona che, a seconda delle tre posizioni su cui può essere estratta o premuta, regola la messa all’ora, la data e il secondo fuso orario, rendendo superflui ulteriori pulsanti che guasterebbero il design nitido di questo orologio. Ma anche il modello solo tempo (e data) convince con la sua straordinaria precisione cronometrica: il doppio bariletto di cui il calibro 1904 MC è dotato assicura infatti l’omogeneità dell’energia fornita alla molla principale per l’intera durata di un ciclo di carica (48 ore circa), in maniera non dissimile da un dispositivo di forza costante. L’orologio top di gamma è invece disponibile solo in oro rosa ed è equipaggiato del calibro meccanico a carica manuale 9452 MC………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Drive de Cartier grande datario, movimento meccanico di Manifattura a carica automatica 1904-FU MC (8.550 euro). Occhiali da sole Santos de Cartier.