Lo stato dell’arte

Un dettaglio attraverso il quale è possibile raccontare
l’evoluzione estetica degli ultimi due secoli.
Per Cartier la corona è da sempre simbolo e icona,
frutto di libertà creativa e coerenza etica.
Forme mutevoli e preziose diventate il segno dei tempi

di Stefano Salis

Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i dettagli; ma dato che questi sono quasi sterminati, le nostre conoscenze sono sempre superficiali e imperfette». Così, il gran maestro della filosofia breve La Rochefoucauld mette in guardia sull’essenza delle cose. E così noi non possiamo far a meno di restare incantati a decrittare i dettagli sui quali costruire, indugiare, indagare e confrontare. Ma sui quali si giocano spesso la reputazione, il prestigio, la riconoscibilità. Prendete gli orologi, per esempio, prendete Cartier, per esempio e, degli orologi Cartier, fate un poco più di attenzione su quel dettaglio, vitale, fondamentale, iconico, che è la corona. E, ora, chiudete gli occhi: non c’è bisogno di essere espertissimi del settore per raffigurarvi un’immagine mentale. Una corona di carica ornata da una pietra preziosa, il blu dello zaffiro, lavorato a cabochon.

2011

2014

2015

2016

È il segno di riconoscimento della Casa, il manifesto, l’elemento unico, il dettaglio, appunto, che la rende inconfondibile: ed è il gioiello che esprime l’essenza della filosofia di Cartier. «Lafilosofia di Cartier è sempre stata quella di lavorare sulle forme con la massima libertà», spiega Pierre Rainero, direttore immagine, stile e patrimonio Cartier International.Chiedendo a ciascuna forma, ovviamente, di esprimere «un’armonia compiuta di tutto l’oggetto, nel suo insieme e nelle singole parti». Per esempio, osservate da vicino un modello di clamorosa bellezza, il Ballon de Cartier, una rotondità nella cassa che si estende alla corona: un profilo che promette futuro, e racconta di sogni spaziali, di viaggi galattici, una meteora blu che fa il verso al cinema di fantascienza, un blu che intona le profondità dello spazio.

L’ombra profilata della lente del calendario, sottolineata dalla corona di carica del Roadster di Cartier.

1904

1917

1936

1950

La corona perfettamente lucidata gioca con la luce, ed è protetta da un prezioso arco metallico: un enigma che estende la sua domanda dal polso di chi indossa allo spazio tutto intorno. La corona, insomma, è una promessa di fedeltà: che il designer di Cartier fa a se stesso, consapevole di una tradizione importante, un delicatissimo ingranaggio che compie l’essenza stessa dell’orologio-gioiello. Ma, di più, è traccia rivelatrice: di un’attitudine, di uno sforzo di raccontare con il design il tempo, l’arte, il savoir-vivre che è nell’aria. «Quando si disegna una corona si tiene conto della tradizione della casa ma deve essere in armonia con tutto il design di quell’orologio», dice Rainero.

Dove l’estetica e lo stile devono prevalere sulla mera funzione

Turbine, tasca con cassa rotonda in oro lucido, corona scanalata, bélière rettangolare, quadrante guilloché.

L’arte, per Cartier, non è mai stata un incidente.Louis Cartier (1875-1942) ne incarna lo spirito. L’estetica e lo stile devono prevalere sulla mera funzione: chi indossa un suo orologio deve sapere di portare, orgogliosamente, un pezzo raro. Pensate alla chiarezza con la quale viene affrontato e risolto il problema di avere un orologio da polso (moda dei primi anni del ’900, imposta dal Santos di Cartier) affidabile ma, allo stesso tempo, elegante da vedere e facile da manovrare. Quando il Santos esce è già un capolavoro. La forma è una sensazione che già promette le atmosfere Art Déco degli anni 20.

1967

1968

1970

Gli elementi squadrati, un dinamismo che risente degli echi futuristi, il tocco fané dei numeri romani. Eppure, la corona è un guizzo blu nel bel mezzo degli anni ruggenti. Un cerchio perlato, che sfida e risente degli elementi barocchi, con lo zaffiro (ma si sono sperimentate anche perle e diamanti) a dare il tocco di eleganza formale ma discreta. È che il cabochon di Cartier è il segno distintivo di una tradizione orologiera che non dimentica mai la strada percorsa (e forse trae ispirazione dall’arte decorativa russa dei primi del secolo) e quella a venire.

«Quando si disegna una corona si tiene conto della tradizione della casa ma deve essere in armonia con tutto il design di quell’orologio» – Pierre Rainero, direttore immagine, stile e patrimonio Cartier Int.

Tasca Grande Complicazione Scheletrato, con cassa in oro bianco,corona decorata a perlage, oro  bianco con zaffiro cabochon.

Ma se l’estetica d’avanguardia del Santos è evidente, Cartier, in quegli anni, flirta anche con gli elementi neoclassici del suo stile ghirlanda. Gli orologi annunciano già il Bauhaus, il neoplasticismo del De Stijl olandese: siamo negli anni di Mondrian e delle sedie colorate di Rietveld quando Louis Cartier concepisce e produce quell’icona assoluta del secolo che sarà il Tank..…..PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

1916

1920

1985

1996

Orologio motivo «macchie di  pantera»,

platino, oro rosa, onice,  diamanti taglio Rose,

prima apparizione del motivo maculato

nella Maison Cartier.