Per fare un orologio ci vuole il legno

Le barrique in rovere di Slavonia,

dopo aver ospitato per sei anni l’Amarone Masi,

tornano a vivere nei segnatempo ecosostenibili

Ab Aeterno Tempo Costasera

testo di Massimiliano Cocchi

Il vino è capace di ingannare il
trascorrere del tempo. Un’opera d’arte che finge l’immobilità per diversi lustri», diceva l’enologo Émile Peynaud. Il tempo, l’attesa, sono elementi fondamentali anche per chi il vino lo produce: il ciclo vegetativo della vite, la fermentazione che non deve protrarsi troppo a lungo (o essere troppo breve), l’invecchiamento che caratterizza il prodotto. Masi Agricola è riuscita a fondere questi concetti con il mondo dell’orologeria: Tempo Costasera è il primo orologio interamente realizzato in legno di botte di rovere, non botti qualsiasi, ma quelle che ospitano l’affinamento dell’Amarone Costasera, prodotto di punta dell’azienda. «Il tempo attesta il valore delle cose, il suo ritmo scandisce il nostro appassionato lavoro: affina la qualità nel vigneto, in appassimento e in cantina. Il nostro vino, in particolare l’Amarone, richiede tempo e amore per essere apprezzato», esordisce Raffaele Boscaini, responsabile marketing dell’azienda, «ed è per questo che volevamo un oggetto che potesse esprimere questo concetto: il gusto del tempo, il tempo necessario per produrre l’Amarone, ma anche per gustarlo».

Raffaele Boscaini, responsabile marketing dell’azienda vinicola Masi Agricol, indossa l’orologio Tempo Costasera

Sandro Boscaini, presidente di Masi

A trasformare questa idea in un orologio ci ha pensato un’altra azienda veronese, la Ab Aeterno, startup che produce orologi con materiali ecosostenibili. «È stato quasi naturale rivolgersi a loro», spiega Boscaini. «Condividiamo l’identità territoriale, conoscevamo i loro orologi in legno, così ci siamo chiesti se era possibile produrre degli orologi dal rovere di Slavonia che proviene dalle foreste secolari francesi e che ospita l’invecchiamento del nostro Amarone». Se il rovere è certamente un materiale nobile, l’umidità delle botti poteva rappresentare un ostacolo: un orologio ha componenti molto sottili come il quadrante o il cinturino, per evitare fessurazioni serve quindi un legno con grado di umidità molto basso che garantisca stabilità.

Il disegno dell’orologio realizzato dall’agenzia veronese Piccoli Dettagli

Le doghe dei fusti in cui è affinato l’Amarone Costasera,

intrise di vino nella parte interna

Un possibile problema invece è diventato una ricchezza, una caratteristica di unicità di ogni pezzo: «Una volta stabilito che le doghe erano adatte, ci siamo resi conto che grazie alle venature del legno ogni orologio sarebbe stato diverso dall’altro: in alcuni pezzi sono riconoscibili anche striature rossastre date dal vino che si è infilato nello spessore della doga e che ora si vedono su un quadrante o sulla maglia di un cinturino», racconta con una punta di orgoglio Boscaini», per esempio su quello che ho sulla scrivania c’è una venatura rossa dove il quadrante riporta la scritta Masi». Le maglie del cinturino, la cassa, il quadrante, tutto l’orologio, meccanica a parte, è realizzato con il rovere che custodisce l’affinamento dell’Amarone Costasera, botti che hanno ospitato tre cicli da due anni ciascuno e poi sono state smontate per recuperare le doghe e produrre l’orologio…..…PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE .

l’Amarone Costasera e l’orologio Tempo Costasera.