Un gioiello di orologeria

Una vasta offerta delle più eccellenti Case e un servizio sempre

alla ricerca dell’avanguardia incastonati nei luoghi di villeggiatura

preferiti dagli italiani. Perché per primeggiare bisogna trasmettere

cultura ed emozione. Questa la strategia delle sei boutique di Carlo Bartorelli

di Alessandro Botré

UUna vasta offerta delle più eccellenti Case e un servizio sempre alla ricerca dell’avanguardia incastonati nei luoghi di villeggiatura preferiti
dagli italiani. Perché per primeggiare bisogna trasmettere cultura ed emozione. Questa la strategia delle sei boutique di Carlo Bartorelli
di Alessandro Botré

L’interno del punro vendita di Milano Marittima

Il negozio storico e quartier generale di Riccione

L’interno del punro vendita di Milano Marittima

Noi non andiamo dietro alle mode: noi facciamo proposte qualitative. Il nostro concetto di qualità è particolare, perché non è quella di un prodotto che realizziamo, bensì di uno che proponiamo. E passa attraverso la tecnica e il servizio». Così Carlo Bartorelli, tra i migliori rivenditori italiani di alta orologeria e gioielleria, riassume la filosofia dell’azienda di famiglia che oggi conta sei negozi in tutta Italia. Un punto di riferimento dell’eccellenza sin da quando il bisnonno avviò l’attività nel 1882. Il quartier generale è a Riccione, ove sorge una delle due boutique della località romagnola: 250 metri quadrati dove Carlo ha iniziato a lavorare nei primi anni 70. La gamma di prodotti è vasta: 48 i marchi trattati, tra cui A. Lange&Söhne, Breguet, Bulgari, Cartier, Chanel, Chopard, Damiani, Iwc, Jaeger-LeCoultre, Patek Philippe, Pomellato, Rolex, Vacheron Constantin, Vertu. «Oggi il prodotto lo si trova più o meno dappertutto, eccetto alcune marche», racconta Carlo Bartorelli. «Penso infatti ci sia il problema di un eccesso di offerta: ecco perché bisogna saper trasferire al cliente la qualità intrinseca degli oggetti. La prima regola se si vuole coinvolgere e fidelizzare il cliente è puntare su di un personale estremamente qualificato, ma rimane comunque un compito arduo comunicare cosa si ha dentro, la cultura: vince chi trasmette l’emozione. Anche perché c’è cliente e cliente: c’è quello che pensa solo allo sconto e c’è invece l’appassionato a cui non interessa, ma per il quale è fondamentale il servizio

La boutique Bartorelli di Forte dei Marmi

– Inaugurata il 19 aprile 2014

E a proposito di questo, il nostro laboratorio d’alta orologeria ne è parte integrante: è l’unico laboratorio in Italia a poter lavorare sulle grandi complicazioni Audemars Piguet e sui modelli Jaeger-LeCoultre, è uno dei 50 al mondo autorizzati a intervenire sui segnatempo Patek Philippe». Bartorelli si occupa sia di orologeria sia di gioielleria, ma è l’orologio che fa entrare più clienti. «In media, su dieci clienti che acquistano, sette comprano un orologio e tre un gioiello», spiega Bartorelli. «E su dieci che entrano in boutique chiedendo di vedere un orologio, il 50% poi effettivamente lo acquista, mentre la quota scende al 20% per chi entra chiedendo di vedere un gioiello. Questo perché è più difficile far percepire il valore di un diamante che quello di un orologio, ci vuole più competenza da parte del personale e un rapporto più diretto con il cliente. è il valore dell’addetto alla vendita che fa veramente la differenza, ma comunque nell’alta gioielleria ci vuole un lavoro più lungo e costante. Dopo di che, se un appassionato entra per acquistare un Patek, poi è facile che la sua signora scelga anche un gioiello. In tal senso stiamo crescendo, e anzi riteniamo che la cosiddetta gioielleria “unbranded” possa crescere in generale».

“Noi non vogliamo trascurare la clientela italiana di qualità che ci ha sempre procurato soddisfazioni” – Carlo Bartorelli

RICCIONE – La “Diamond” room della Boutique 

D’altronde, la loro tradizione gioielliera vanta quattro generazioni: ci sono tagliati. Ma come variano le richieste del pubblico dai due punti vendita di Riccione, a Milano Marittima, a Pesaro, a Forte dei Marmi e a Cortina d’Ampezzo? «La riviera adriatica ha una clientela storica, fidelizzata che ci sceglie anche per l’ampia offerta. Negli altri negozi i marchi sono più selezionati per motivi di spazio. Milano Marittima d’estate è molto forte, grazie a una clientela locale ma anche turistica di qualità, mentre a Forte dei Marmi la stagione è più lunga. Qui registriamo una maggior componente straniera, mentre la clientela italiana è preponderante e particolarmente sofisticata a Cortina, dove i periodi più rilevanti sono le vacanze natalizie e febbraio». Già, il cliente italiano. «Va corteggiato con la qualità del servizio e la competenza», commenta Bartorelli, «facendolo sentire parte di un mondo. Creiamo per lui momenti ed eventi esclusivi, mandiamo a prendere e riconsegniamo l’orologio a domicilio. Specialmente nella fascia alta, l’italiano è molto attento ai contenuti. Il russo, invece, preferisce per esempio ostentare, mentre il cinese capita che arrivi in negozio con la foto di ciò che desidera. Nel mercato italiano il budget di spesa è relativamente contenuto e chi investe vuole avere un percepito di valore». Cosa ne pensa Carlo Bartorelli del fenomeno dei monomarca, sempre più diffusi e spesso aperti di fianco o addirittura all’interno dei multimarca, come per esempio i suoi spazi Patek Philippe? «Nelle grandi città come Milano, Roma, Venezia e Firenze il monomarca è in evoluzione, soprattutto per l’importante visibilità e perché per le Case è primario acquisire direttamente il cliente. In provincia è più difficile, ci sono meno flussi turistici continuativi.……PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Angela Cerello, responsabile del laboratorio pesarese.

Carlo Bartorelli conversa con un cliente nel negozio di Cortina

Ogni Boutique Bartorelli  vanta un laboratorio.

Il cliente italiano va corteggiato con la qualità del servizio e la competenza, facendolo sentire parte di un mondo

– Carlo Bartorelli