I Valori del passato nella contemporaneità

A Portofino, armati di autorespiratori a ossigeno,

abbiamo testato sotto pressione tre orologi Panerai

in uno dei luoghi dove nel 1944 si addestravano

i sommozzatori della Decima Flottiglia Mas

testo di Alessandro Botré foto di Gianni Risso e Alessandro Raho

Cinque dicembre 1942. Dopo quattro mesi di incertezze, di lotta e di continuo lavoro, il mio grande progetto è alla conclusione. Da domani sera tre apparecchi e sei uomini sono pronti a partire. Il nemico è agguerritissimo, ma noi non lo temiamo perché il nostro spirito è tutto teso e bene fermo nell’idea di vincere a ogni costo. Da molte sere possiamo constatare, ora per ora e minuto per minuto, quali sono i pericoli mortali che ci attendono e che hanno lo scopo di precluderci gli obiettivi. Ma lo scoppio delle bombe, quanto il rapidissimo incrociare delle imbarcazioni di vigilanza, non fanno che rendere più forte la nostra volontà di sfidare l’offesa nemica e di beffarla. La posta è enorme, il gioco è complicato e sottile, ma niente potrà arrestarci se non la morte… Alla vigilia di un avvenimento così importante puoi capire come la materia sia completamente dominata dallo spirito e come questo tenda a vivere di vita propria».

Parrella e Botré inseriscono il cestello carico di calce sodata nel sacco polmone di un aro

Vincenzo Parrella, Alessandro Botré e Gaetano Zirpoli all’ingresso della baia di Portofino con i sacchi polmone

Le storiche pinne Cressi Rondine, nate nel ’52.

Così il tenente di vascello Licio Visintini, 27 anni, scriveva alla moglie in dolce attesa poco prima dell’azione nel porto britannico di Gibilterra che gli sarebbe costata la vita insieme al suo «secondo», il sottocapo palombaro ventiseienne Giovanni Magro. Erano operatori dei mezzi d’assalto subacquei della Decima Flottiglia Mas. Uomini contro navi, a cavalcioni dei siluri a lenta corsa, i celebri Maiali. Sfidavano leggi fisiche e metafisiche: non è un fatto naturale rimanere immersi nell’acqua gelida per ore percorrendo diversi chilometri, oltrepassare reti metalliche e motovedette che lanciano bombe di profondità per andare ad attaccare ordigni sotto le chiglie delle navi nemiche nei porti, al buio. Per affrontare l’inaffrontabile erano armati di un profondo spirito guerriero, di tritolo, di un autorespiratore a ossigeno e di strumenti luminescenti come orologi, bussole e profondimetri della Panerai.

Gli incursori dell’acqua

Sommozzatori della Decima MAS in un’esercitazione a Portofino nel 1944

Ne erano dotati, oltre ai mezzi d’assalto subacquei, anche quelli di superficie e i Gamma (da guastatori), che attaccavano a nuoto. Per ricordare quegli intrepidi siamo andati a Portofino, ove per alcuni mesi del 1944 si stabilì la Scuola sommozzatori e palombari della Decima, prima di essere trasferita a Portorose, in Istria. Quegli uomini si immergevano con gli unici due apparati disponibili all’epoca: lo scafandro da palombaro pesante e l’aro, autorespiratore a ossigeno. Era questo il respiratore che utilizzavano gli incursori della Decima, ed è con questo apparecchio, nella sua evoluzione moderna, che ci siamo immersi in una soleggiata mattina di maggio insieme a due eredi di quegli arditi del mare: due incursori del Comsubin, in congedo.

Pulizia cristallina nei quadranti per modelli subacquei di Panerai

Luminor Submersible 1950 Carbotech nero e Luminor Submersible 1950 3 Days Chrono Flyback Luminor Submersible 1950 Radiomir Slc

Dieci metri, o poco più, la profondità massima raggiunta:l’ossigeno puro, se respirato oltre tale quota diventa tossico. Ai nostri polsi: segnatempo Panerai, in tre modelli, tutti da 47 mm, anch’essi eredi di quei tempi eroici. Leggeri e resistenti i due Luminor Submersible 1950 3 days automatici in titanio, di cui uno con cronografo flyback. Discendente diretto del Radiomir del 1936 è invece il Radiomir Slc 3 days in acciaio a carica manuale. Se i Luminor Submersible 1950 sono puliti, lui è immacolato. Solo tempo senza secondi, carica manuale con tre giorni di riserva, ha una cassa a cuscino con anse a filo, una corona troncoidale e un nome che evoca il siluro a lenta corsa, disegnato in rilievo sul quadrante. L’impermeabilità di 100 metri e l’assenza di ghiera girevole ne pregiudicano l’utilizzo subacqueo, ma è così bello, con il contrasto pelle/acciaio, che non si riesce a smettere di guardarlo.………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Parrella appena emerso e mentre manovra il rubinetto a due vie del respiratore, che mette in contatto con il sacco contropolmone o con l’atmosfera

Vincenzo Parrella, Alessandro Botré e Gaetano Zirpoli all’ingresso della baia di Portofino

Il Luminor Submersible 1950 è in titanio, materiale che ha la stessa resistenza dell’acciaio ma è più leggero del 40%

Vincenzo Parrella con l’aro ciclico Mk4 prodotto dalla Omg di La Spezia

Dieci metri, o poco più, la profondità massima raggiunta:l’ossigeno puro, se respirato oltre tale quota diventa tossico. Ai nostri polsi: segnatempo Panerai, in tre modelli, tutti da 47 mm, anch’essi eredi di quei tempi eroici. Leggeri e resistenti i due Luminor Submersible 1950 3 days automatici in titanio, di cui uno con cronografo flyback. Discendente diretto del Radiomir del 1936 è invece il Radiomir Slc 3 days in acciaio a carica manuale. Se i Luminor Submersible 1950 sono puliti, lui è immacolato. Solo tempo senza secondi, carica manuale con tre giorni di riserva, ha una cassa a cuscino con anse a filo, una corona troncoidale e un nome che evoca il siluro a lenta corsa, disegnato in rilievo sul quadrante. L’impermeabilità di 100 metri e l’assenza di ghiera girevole ne pregiudicano l’utilizzo subacqueo, ma è così bello, con il contrasto pelle/acciaio, che non si riesce a smettere di guardarlo.…….PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE IN VERSIONE DIGITALE

I quadranti dell’orologio e del profondimetro necessari con l’immersione con l’aro

Dieci metri, o poco più, la profondità massima raggiunta:l’ossigeno puro, se respirato oltre tale quota diventa tossico. Ai nostri polsi: segnatempo Panerai, in tre modelli, tutti da 47 mm, anch’essi eredi di quei tempi eroici. Leggeri e resistenti i due Luminor Submersible 1950 3 days automatici in titanio, di cui uno con cronografo flyback. Discendente diretto del Radiomir del 1936 è invece il Radiomir Slc 3 days in acciaio a carica manuale. Se i Luminor Submersible 1950 sono puliti, lui è immacolato. Solo tempo senza secondi, carica manuale con tre giorni di riserva, ha una cassa a cuscino con anse a filo, una corona troncoidale e un nome che evoca il siluro a lenta corsa, disegnato in rilievo sul quadrante. L’impermeabilità di 100 metri e l’assenza di ghiera girevole ne pregiudicano l’utilizzo subacqueo, ma è così bello, con il contrasto pelle/acciaio, che non si riesce a smettere di guardarlo.………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

I segnatempo Panerai dal cuore subacqueo

Sull’aro C96 I segnatempo Officine Panerai: Submersible 1950 3 Days Chrono Flyback Radiomir Slc 3 Days Luminor Submersible 1950 3 Days Luminor Submersible 1950 Carbotech.

us leo.