Un ritmo lento e costante

Stagione di vendemmia. Dagli acciai del Piemonte che interagiscono con i grandi bianchi ai legni della Toscana, per rossi intensi. Dalla vigna alla cantina, secondo natura: ogni vino ha i propri tempi per trovare la sua massima espressione

testo di Pierluigi Gorgoni foto di Laila Pozzo e Lorenzo Cotrozzi

Bisogna tenere il tempo nella musica e nella danza, come nella vita del resto. Così pure per il vino. Il tempo della terra. Della vigna. Della cantina. Sono tempi diversi, con battiti diversi, con sentimenti diversi. Respiri ansiosi. Sospiri rilassati. La disciplina della terra e l’arte della vinificazione. La vendemmia e la pigiatura, la fermentazione e l’affinamento. La corsa e la pazienza poi. Il legno, l’acciaio, il cemento. Il vino dentro che si trasforma e si modula, matura, cresce, prende consapevolezza, acquisisce carattere. Il vetro arriva poi per farlo crescere ancora, più lentamente, con un altro tempo, un altro ritmo. Il tempo cambia. Non scorre sempre uguale. La raccolta dell’uva è un momento cruciale, qui avanza veloce, l’uva arrivata al giusto grado di maturazione deve arrivare in cantina per essere pigiata. Si scruta l’orizzonte, il naso all’insù, il tempo che fa, perché cogliere il momento migliore è una scelta determinante per la qualità del vino che verrà. Ed ecco allora la vendemmia che parte, le mani che carezzano i grappoli e le forbici che li staccano dalla pianta.

Chiara Soldati nelle vigne della tenuta di famiglia La Scolca, a Gavi (Al). Al polso indossa un Rolex Daytona in acciaio.

Ermanno Morlacchetti, direttore tecnico della Tenuta Luce della Vite (Si), indossa un Audemars Piguet Millenary 4101.

Mattina presto, il sole che sale, le cassette cariche di uva si accumulano sulle camionette. «Che ora è?», «Quanto abbiamo impiegato a raccogliere da questi quattro filari?», «Bisogna fare alla svelta e arrivare in cantina!». Per ogni grappolo raccolto il pensiero del vignaiolo ripercorre tutta l’annata, dal germogliamento alla fioritura alla fruttificazione. Tutte le fasi che tra la primavera e l’estate hanno caratterizzato la maturazione dell’uva. «Quest’anno ha invaiato prima», «C’è stata una fioritura precoce», «La primavera è stata tanto calda, tanto sole…». Cose così e assieme le ore trascorse a lavorare la vigna, i trattamenti, le cure, le premure. Ogni anno diverse in risposta alle diverse esigenze della pianta, del clima, dei suoli. Ore e ore di lavoro che adesso trovano nello spazio breve di un mattino tutto il loro compenso. Sperando che tutto vada bene. Ma adesso bisogna correre, non c’è tempo. Bisogna vivere il tempo e cogliere l’attimo, attimo per attimo, incessantemente. Ci sono nell’arte del fare il vino tempi diversi, come moti e umori che battono un ritmo differente, ora più frenetico, ora più cadenzato.

Da sinistra Omega Seamaster 300 in acciaio, cassa di 41 mm di diametro, lunetta girevole unidirezionale; a carica automatica, impermeabile fino a 300 metri di profondità (5.600 euro). Rolex Oyster Perpetual Air-King in acciaio con cassa di 40 mm. Quadrante nero su cui risaltano i numeri grandi 3, 6, 9 in oro bianco; movimento meccanico a carica automatica (5.800 euro).

L’ingresso della cantina Luce della Vite.

Da sinistra, Extra-Fort Automatic di Eberhard & Co. (2.740 euro). Hublot Classic Fusion Aerofusion Moonphase Titanium (15.900 euro).

Da sinistra, Classima-10226 di Baume & Mercier (2.100 euro). Bohème Moonphase Quartz di Montblanc (2.245 euro).

Iwc Aquatimer Chronograph Edition Expedition Charles Darwin, ref. IW379503 (10.500 euro).

Tudor Heritage Black Bay Bronze (3.810 euro). Tazzoli Oceanico di Tcm (3.580 euro).

In particolare, il tempo della vendemmia e quello dell’affinamento sono diversi. Il tempo giusto per l’una e per l’altra fase ha un ritmo che non è mai lo stesso. Dopo la raccolta delle uve la vinificazione conosce modi e, quindi, tempi diversi. Più controllata, spesso, la fermentazione per i vini bianchi vinificati in bianco, tesa a trattenere i profumi più freschi e fragranti, si svolge a temperature più basse. Normalmente. Per i vini rossi invece la fermentazione coincide pure con la macerazione, il contatto con le bucce e l’estrazione delle sostanze in esse contenute. Certamente è un’altra storia, con lavorazioni che richiedono tanto impegno e partecipazione. Non c’è frenesia, ma non è ancora neanche il tempo del rilassamento.

Radiomir 1940 3 days automatic di Officine Panerai (21.900 euro). Piaget Altiplano (15.900 euro).

Dall’alto, da sinistra Jaeger-LeCoultre Duomètre Quantième Lunaire in oro bianco, cassa di 40,5mm, manuale (43.700 euro). Rotonde de Cartier Giorno e Notte con fasi lunari retrograde, cassa in oro rosa di 43,5 mm, automatico (39.900 euro). Calendario Annuale Referenza 5205 di Patek Philippe, cassa in oro bianco, fasi lunari, automatico (44.244 euro).

Quel tempo è più facile rintracciarlo quando il vino è ormai sostanzialmente fatto e deve affinare, con calma, in quiete, per trovare la sua espressione più consona. Bisogna misurare il tempo. E con il tempo si apprezza il vino e la vita: «La vita intera è fatta di partenze, di viaggi, di ritorni, e ognuno di essi è accompagnato da un ricordo di un luogo, di una stretta di mano, di una strada e di una speciale bottiglia di vino», spiega Chiara Soldati de La Scolca, cantina in Gavi (Alessandria). «La scoperta di un vino è un momento che si ricorda nel tempo, un piacere condiviso, una bella storia, un’emozione dell’anima e dei sensi». L’acciaio per un bianco come il D’Antan de La Scolca, è un abbraccio lungo al vino, una stretta forte che ne infittisce la sostanza, ne moltiplica la complessità e la longevità, senza scalfirne la freschezza, l’anima minerale e acida, la scorza sapida, la spinta intrusiva, la propulsione verticale, fresca, l’aria marina. Il legno invece delle grandi botti o delle barrique, interagisce con i rossi, come nei sublimi rossi di casa Frescobaldi, in maniera differente, donando morbidezze e cadenze più rotonde a un vino potente, strutturato, ricco. Nel Luce della Vite, il legno aggiunge toni speziati eleganti, fa maturare il vino diversamente, più rapidamente nelle piccole botti, più lentamente nelle grandi, contribuendo in ogni caso a un’architettura più complessa, articolata e salda.…PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

La Tenuta Luce della Vite,
di proprietà di
Marchesi Frescobaldi.

La Tenuta Luce della Vite, di proprietà di Marchesi Frescobaldi, nella zona di Montalcino, si estende su 192 ettari di terreno di cui circa 55 vitati: nella parte più alta si trova il Sangiovese, in quella più bassa il Merlot. Recentemente sono stati aggiunti alcuni ettari di Cabernet Sauvignon.