Audemars Piguet guarda il mondo da un oblò

Raffinatezze tecniche, prodezze micro ingegneristiche applicate a modelli che hanno esplorato territori ancora sconosciuti del settore. L’icona prende forma, tra tradizione e voglia di sperimentare. Perché la parola d’ordine in Audemars Piguet è stupire

testo di Alberto Gerosa

Dici Audemars Piguet e subito vengono in mente nomi altisonanti e nobili come Royal Oak, Millenary e Offshore: orologi già leggendari, spesso associati a prodezze microingegneristiche come il calendario perpetuo o il doppio bilanciere coassiale e a innovazioni estetiche come le scheletrature. Segnatempo che a partire dagli anni 70 dello scorso secolo hanno creato di decennio in decennio segmenti di mercato fino ad allora del tutto sconosciuti. La storia della manifattura di Le Brassus affonda nondimeno le sue radici più indietro nel tempo, fissando la data della sua fondazione a quel fatidico 1875 in cui Jules Louis Audemars ed Edward Auguste Piguet decisero di mettersi in società. Per futuribili che siano, gli orologi che hanno scandito l’ingresso della Maison nel XXI secolo recano nel cuore dei loro ruotismi l’impronta di quella lunga tradizione, alla quale non di rado gli specialisti dei laboratori Audemars Piguet attingono per stupire il mondo dell’alta orologeria con soluzioni meccaniche inspiegabilmente cadute nel dimenticatoio.

Royal Oak Concept Supersonnerie: con calibro di manifattura a carica manuale, tourbillon e cronografo, cinturino in caucciù.

Royal Oak Calendario Perpetuo in oro giallo; il calibro automatico Audemars Piguet gestisce l’indicazione di settimana, giorno, data, mese, anni bisestili e fasi lunari (95.900 euro).

«Lo scappamento Audemars Piguet, montato su alcune referenze e in grado di trasmettere l’energia al bilanciere senza i passaggi intermedi necessari agli scappamenti tradizionali, è una più che centenaria invenzione “riesumata” da un ingegnere contemporaneo alla ricerca di soluzioni per la precisione», ci racconta Claudio Cavaliere, global brand ambassador della manifattura. Lo stesso approccio ha messo le ali al Royal Oak Supersonnerie, concept watch presentato nel 2015 e commercializzato quest’anno, che raccoglie il testimone dopo l’importante traguardo conseguito nell’ambito delle complicazioni cronografiche con Laptimer Michael Schumacher. «Una decina di anni fa», spiega Cavaliere, «un team di orologiai e ingegneri si è riunito per ascoltare le suonerie dei vecchi orologi a ripetizione minuti.

Tourbillon Millenary tempestato di 383 diamanti taglio baguette.

Si convenne che il suono più piacevole era quello degli esemplari prodotti negli anni 20-30 del secolo scorso. Da quel momento si è intrapresa una ricerca sul fenomeno non solo tecnico meccanica ma anche melodica: avevamo infatti capito che quel tipo di suono era stato reso possibile da orologiai/musicisti (non pochi tra essi si dilettavano a quell’epoca cantando nei cori), quindi anche il nostro Supersonnerie doveva essere il risultato dell’esperienza orologiera unita a quella di liutai e altri esperti in ambito acustico-musicale». Si noti peraltro che il Supersonnerie è impermeabile fino a 20 m, in ottemperanza alla filosofia Audemars Piguet che prevede un uso quotidiano e moderno anche per i suoi modelli di punta. Una filosofia che spiega anche la compiaciuta presenza di complicazioni e motivi decorativi impegnativi su segnatempo di vocazione eminentemente femminile, nonché sui modelli sportivi. Emblematico del primo caso è l’ultimo Tourbillon Millenary, che abbina la più scenografica delle complicazioni esistenti al fascino del quadrante in avventurina. Tipiche del secondo caso sono invece diverse referenze della celebre collezione Royal Oak: si pensi al nuovo e grintosissimo Tourbillon Cronografo Scheletrato con la sua anima meccanica messa a nudo da una certosina lavorazione openwork, che al pari di tutte le scheletrature Audemars Piguet prevede finiture rigorosamente manuali: «Una lima fa angoli più precisi di una fresa, che è rotonda», chiosa Cavaliere.

Royal Oak Offshore Tourbillon Cronografo Automatico, cassa in oro rosa e calibro di manifattura 2897.

Royal Oak Calendario Perpetuo in oro giallo; il calibro automatico Audemars Piguet gestisce l’indicazione di settimana, giorno, data, mese, anni bisestili e fasi lunari (95.900 euro).

Oppure al fiammante Royal Oak Calendario Perpetuo con cassa e bracciale in oro giallo, materiale spesso trascurato nelle ultime stagioni, tornato invece alla ribalta sposandosi alla linea più iconica della Maison. Ironia della sorte, il segnatempo con il tipico design a oblò e le chiusure a vite progettato nel 1972 dal grande Gérald Genta entrò nella storia per esser stato il primo a sdoganare l’acciaio nell’orologeria di lusso… L’età dell’oro (dal punto di vista dei polsi) riparte da Le Brassus!………ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Il calibro del Royal Oak Tourbillon Cronografo Scheletrato, che si può ammirare attraverso il fondello in vetro zaffiro.