Sfidando Poseidone

Ulysse Nardin, Maison fondata nel 1846 dall’omonimo orologiaio di Le Locle, divenne celebre  per i suoi cronometri di bordo. Oggi attinge l’eccellenza estetica e tecnica dall’affinità elettiva  con gli oceani: dai raffinati movimenti di manifattura  alle tradizionali arti della smaltatura

testo di Alberto Gerosa

Un binomio indissolubile, il mare e l’alta orologeria. Sarebbe sicuramente lecito risalire fino agli astrolabi e ai sestanti dell’antichità, ma in tal caso il discorso ci porterebbe troppo lontano. Ci limiteremo pertanto a ricordare l’inglese John Harrison, che nel XVIII secolo rivoluzionò il modo di solcare gli oceani introducendo il cronometro marino e risolvendo con esso l’annoso problema del calcolo della longitudine a bordo di un natante. A quella tradizione si ricollega Ulysse Nardin, Maison fondata nel 1846 dall’omonimo orologiaio di Le Locle (Svizzera) e specializzatasi nel corso dei decenni nella produzione di cronometri di bordo; a tal punto da rivestire per lungo tempo il ruolo di fornitore della Marina statunitense.

Ulysse Nardin Marine Tourbillon. indicazione della riserva di carica al 12. Cassa da 43 mm in acciaio (28mila euro)

Inutile dire che strumenti del genere dovevano possedere precisione e affidabilità straordinarie, pena la sconfitta o, in certi casi, addirittura la morte. Basta dare uno sguardo ad alcune novità 2017 per rendersi conto della continuità tra ieri e oggi nell’attingere l’eccellenza sia estetica sia tecnica dall’affinità elettiva con l’elemento marino. A partire da calibri fiammanti come quello che anima il Regatta, perfetto e splendidamente autarchico; sono infatti assai poche le Maison in grado di produrre da sé parti cruciali quali le spirali e gli scappamenti. La lunga ricerca tecnologica intrapresa anni fa con lo sviluppo del concept watch InnoVision 1 (cui quest’anno ha fatto seguito InnoVision 2) ha evidentemente dato tra i suoi frutti la maestria nel trattamento del silicio, il materiale di gran lunga preferibile per la realizzazione di simili componenti in virtù delle sue proprietà amagnetiche, di durevolezza e precisione.

Un dettaglio del tourbillon volante dell’Ulysse Nardin Marine Tourbillon.

Cronografo Regatta nella versione limitata a 35 pezzi, il giallo e l’antracite per la lunetta sono un tributo alla livrea del team velico svedese Artemis Racing (29.800 euro).

Non possiamo passare sotto silenzio a questo proposito che alle manovre veliche è imparentato anche il grinder, una delle innovazioni principali del concept watch sopra menzionato. Questo speciale sistema per la ricarica automatica che mutua il suo nome dal tipico verricello in uso sulle grandi barche da regata, si basa sull’ancoraggio del rotore a cuscinetti a sfera e a speciali cricchetti che agganciano di volta in volta la ruota di ricarica collocata al di sotto del bariletto. Completamente nuovo anche il calibro automatico del Marine Tourbillon, dispensatore di 60 ore di riserva di carica e responsabile delle rivoluzioni in apparente libertà della gabbia che ospita il bilanciere e lo scappamento, in una scenica apertura situata a ore sei del quadrante. Quest’ultimo stabilisce un ulteriore legame con il passato della manifattura, simile com’è agli orologi da plancia e da tasca di una volta grazie ai suoi numeri romani, alla minuteria chemin de fer e al lucore lattiginoso della smaltatura grand feu. Ulysse Nardin eccelle in questa disciplina, eseguita in house dagli artigiani di Donzé

Jade Cloisonné Lionfish di Ulysse Nardin, con cassa in oro 18 kt.

Cadrans e che richiede cotture in forno a temperature altissime (non meno di 800 °C) per raggiungere la fusione delle polveri di smalto. I nuovi modelli femminili Jade Jellyfish e Lionfish, nonché il più virile North Sea Minute Repeater sono pure decorati con motivi riconducibili al mare (dai pesci leone alle meduse fino addirittura alle piattaforme petrolifere), dando fondo al savoir-faire della Manifattura nelle altre tecniche tradizionali di smaltatura: il cloisonné e il champlevé. La prima consiste nel racchiudere lo smalto all’interno di cellette o alveoli metallici che ne delimitano i contorni, mentre nella tecnica champlevé la trama degli alveoli viene finemente levigata e cesellata, talvolta fino quasi a scomparire. Sul versante ingegneristico, North Sea Minute Repeater conferma il virtuosismo di Ulysse Nardin nella realizzazione di quadranti animati da jacquemart, ossia automi che prendono vita e suonano all’attivarsi della ripetizione minuti.

La decorazione del quadrante del Jade Cloisonné Lionfish

North Sea Minute Repeater in oro rosa (295mila euro).

Nel caso di questo orologio la danza è molto originalmente quella delle gru in oro 18 carati che svettano sulla piattaforma emergente dall’oceano in smalto nero petrolio del quadrante.  Ma si son viste anche ballerine di burlesque pronte a svelare le loro grazie, come d’altronde nel passato recente Ulysse Nardin ha deliziato il suo pubblico con orchestrine jazz, acrobati del circo (orso incluso)… persino con le battaglie di Alessandro Magno! La linea Jade rende testimonianza delle risorse della Manifattura nel progettare segnatempo per il gentil sesso: il suo calibro è disegnato e prodotto in house a tale scopo, mentre la corona che effettua mediante un semplice giro sia le operazioni di ricarica sia la regolazione della data è stata studiata pensando alla manicure femminile, spesso sciupata dalle consuete corone estraibili. Perché oltre allo smalto grand feu esiste anche lo smalto per le unghie. Le signore ringraziano…..……PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE