il cuore pulsante meneghino

Sin dalla fondazione nel 1940 a Milano, da parte dei fratelli Divino e Osvaldo, l’Orologeria Pisa garantisce sia qualità del prodotto
sia eccellenza del servizio. Accompagnando il cliente verso l’orologio giusto, batte i suoi rintocchi all’unisono con quelli della città

testo di Stefano Salis

Il labirinto rappresenta il percorso evolutivo dell’uomo attraverso il tempo. Una storia di crescita ed evoluzione che appartiene anche alla nostra orologeria; un’attività che nel corso degli anni ha contribuito a caratterizzare il tessuto sociale, economico e culturale di una città dinamica come Milano e ha disegnato una geografia che ha nel Quadrilatero della moda il suo cuore e nel mondo un’eco altisonante. Qui tutto ha avuto inizio e si è scandito in un sistema di ritmi, di rapporti e di lavoro che mio padre ha coltivato, mia sorella Grazia e io abbiamo portato avanti nel rispetto della tradizione e Chiara, mia figlia, sta continuando a delineare. Una storia che continua a produrre valore in via Verri, dove è nata, mantenendo vivo il proprio passato per guardare avanti, al futuro, all’innovazione e al progresso che si disegna attraverso lo scorrere del tempo».

la galleria d’ingresso al flagship store Pisa in via Verri 7 a Milano. Lunga 22 metri, è stata progettata arretrando di oltre 2 metri la facciata del palazzo.

Il dettaglio di una pendola di Erwin Sattler.

Dettaglio delle «quinte» di accesso al Quick Service

Chiara Fiorentino Pisa con la madre
Maristella.

Uno dei banconi in alabastro, simbolo della tradizione di Pisa Orologeria

La sala Satellite, qui dedicata a Vacheron Constantin

Maristella Pisa parla con la precisione di chi sa che davvero ogni parola è preziosa e nitida al tempo stesso e può essere solo quella e nessun’altra, e spiega (nel libro che celebra i 75 anni dell’impresa Pisa Orologeria. Una famiglia che ama il tempo, edito nel 2015), in una parabola che sembra parlare del logo dell’azienda che per tanti anni ha guidato, ma invece descrive l’essenza stessa, la filosofia, dell’Orologeria Pisa di Milano. E Chiara Fiorentino Pisa, figlia di Maristella, direttore generale al timone di questa corazzata dell’orologeria milanese ma ben piantata in un ampio orizzonte internazionale, forse nemmeno ricordandole, quelle parole, comunque le rievoca, quando parla del suo ruolo, dell’azienda della quale fa parte e degli sviluppi che può credibilmente indicare al percorso che le toccherà di tracciare.

Il secondo piano del flaghsip store: l’Osservatorio, che ospita le attività e gli eventi.

Le brillano gli occhi. E no, non sono i riflessi dei gioielli o delle luci bianche nella saletta elegante nella quale ci troviamo, dietro il laboratorio dello scintillante flaghship store di via Verri, recentemente rinnovato: 1.200 metri quadrati dedicati alla grande orologeria e, di più, alla cultura del tempo, dell’orologio, della manifattura. È che Chiara si sente orgogliosamente «continuatrice» più che erede di cotanta tradizione, ne avverte il portato storico e sa di non poter tradire la parola chiave che sta alla base di tutto: «passione». «Questo è un comparto che necessita esperienza», esordisce. «I nostri sono clienti affezionati e io ho sempre saputo che prima o poi mi sarei occupata dell’azienda: si tratta di portare avanti dei valori che ci hanno sempre contraddistinto. Per esempio, essere stati, da sempre, laboratorio e rivendita». 

La scala in mogano

Un tecnico al lavoro nel laboratorio.

La galleria.

Vista del primo piano, con i diversi salotti dedicati ai marchi.

Un aspetto non trascurabile: anzi, un vero punto di forza. L’orologeria nasce nel 1940 a Milano grazie alla perizia tecnica di Divino Pisa e allo spirito imprenditoriale del fratello Osvaldo. E l’ideale aziendale, in tutti questi anni, è sempre stato lo stesso. Garantire qualità del prodotto ed eccellenza del servizio. Chiara non può fare a meno di riconoscere la straordinaria, intima, conoscenza che hanno degli orologi persone che lavorano in orologeria anche da 45 anni. Ecco l’esperienza di cui si diceva: non certo solo consulenti di vendita, ma persone capaci di accompagnare il cliente verso l’orologio giusto. «Si tratta di trasmettere le emozioni che dà un orologio», chiosa sorridente Chiara. «Pisa ha due anime: la boutique, nella quale trovare tutti i marchi che rappresentano il meglio, e le persone che vi lavorano. Un asset importantissimo per noi, questo connubio. Proprio perché ci permette di disegnare i nostri spazi non facendone solo luoghi di accoglienza e vendita ma anche come presidi di cultura orologiaia». E, infatti, il flagship di via Verri nasce con l’intento di ospitare eventi, workshop, mostre finalizzate a celebrare l’arte e la storia di un settore ricco di fascino che Pisa ha saputo interpretare al meglio..………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

L’area dedicata a Cartier.

L’area dedicata a Cartier, uno dei 41 marchi di orologi offerti da Pisa.