Con tanto di Master

Già laureato a pieni voti nell’universo dei segnatempo, Omega vuole  la Luna, e nel 1969 la raggiunge con quello  che è il cronografo più desiderato, lo Speedmaster. Un design intramontabile,  ha saputo sempre distinguersi  per la precisione, la leggibilità e la resistenza. Un’icona che non si è accontentata di conquistare solo la Nasa e che a 60 anni dal suo lancio fa ancora il tutto esaurito

testo di Alberto Uglietti

Legato in maniera indissolubile alla conquista della Luna, lo Speedmaster racconta una delle massime espressioni dell’evoluzione della cronografia per Omega. La Maison elvetica ha infatti proposto aggiornamenti costanti e continui per questo modello che, dal debutto nel 1957, segna il tempo con estrema precisione. Sessant’anni di storia, in cui il momento fondamentale risale al 21 luglio 1969, alle ore 2 e 56 Gmt, quando Neil Armstrong compiva «Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità», conquistando la Luna.Gli astronauti della missione Apollo XI erano infatti attrezzati con l’Omega Speedmaster, divenuto da quel momento Moonwatch dopo esser già stato First in the space a partire dal 1962. Lo Speedmaster era stato introdotto negli ambiti produttivi di Omega per far fronte alle richieste di affidabilità e resistenza che i sempre più numerosi fruitori dell’orologeria da polso chiedevano al proprio segnatempo. La robusta cassa d’acciaio, oltre al calibro a carica manuale scelto per muovere le indicazioni cronografiche, rispondevano perfettamente a tali requisiti, tanto che fin da subito ottenne un ottimo riscontro commerciale. In 12 lustri di vita sono state proposte innumerevoli versioni, che hanno contribuito a costituire una collezione articolata e completa accomunata dal meccanismo cronografico e dal carattere sportivo.

Omega Speedmaster ’57, con cassa in acciaio di 41,5 mm di diametro accompagnata dal bracciale, sempre in acciaio (7.400 euro).

Omega Speedmaster Mark II, Il disegno della cassa si ispira a un modello del 1969 e misura 42,4x46,2 mm (5.300 euro).

Speedmaster Moonwatch Professional, orologio iconico della collezione (5.200 euro).

Speedmaster Skywalker X-33, +movimento elettronico al quarzo multifunzione è il calibro Omega 5619.(5mila euro).

Speedmaster HB-SIA Gmt Chronograph, cassa di 44,25 mm. In edizione numerata per celebrare il progetto Solar Impulse di volo a energia solare (8.300 euro).

Tra le edizioni contemporanee di questa passione per il tempo targato Omega alcune risultano essere particolarmente significative. Lo Speedmaster ’57 si ispira al leggendario predecessore, per la lunetta satinata in acciaio con ghiera tachimetrica e le lancette Broad arrow con larga punta a freccia che dominano il quadrante nero. L’estetica vintage si contrappone a una robusta iniezione di ingegneria orologiera, con il calibro Omega 9300 a carica automatica contrassegnato dallo scappamento Co-Axial e dalla spirale in silicio, due tra le innovazioni di maggiore pregio introdotte da Omega. Un movimento che offre pure soluzioni grafiche per il quadrante con l’indicazione a due contatori, rispettivamente dei piccoli secondi a ore 9 e di ore e minuti cronografici al 3, mentre a ore 6 è ricavata la finestrella del datario. La disposizione a tre contatori, discreta ed essenziale, viene invece mantenuta dallo Speedmaster Professional Moonwatch, il primo e unico orologio indossato sulla Luna, che ha adottato la denominazione Professional a partire dal 1966 e che, nell’immaginario collettivo, viene considerato il più rappresentativo degli Speedmaster in collezione.

Speedmaster Moonwatch Master Chronometer Moonphase, con cassa in acciaio di 44,25 mm e cinturino in alligatore della Louisiana (9.300 euro).

Alcune peculiarità degli esemplari d’epoca sono state mantenute, anche se hanno subito aggiornamenti tecnici legati al progresso dell’industria delle lancette. La lunetta con scala tachimetrica, riportata su fondo nero, incornicia il quadrante nero protetto da un vetro zaffiro; il calibro Omega 1863 a carica manuale è visibile attraverso l’ampia finestra trasparente del fondello. La scelta del movimento a vista premia anche lo Speedmaster Moonwatch Master Chronometer Moonphase e il recentissimo Speedmaster Automatic, con il vivace quadrante Racing. Due referenze che si contrassegnano per l’introduzione di meccanismi automatici di nuova generazione, rispettivamente il calibro Omega Master Chronometer 9904 e il calibro Omega 9900, con certificazione Master Chronometer rilasciata dal Metas, Istituto federale svizzero di Metrologia, un’attestazione che l’orologio nella sua completezza ha raggiunto il massimo standard di precisione, prestazioni e resistenza ai campi magnetici dell’industria orologiera svizzera. Lo Speedmaster Skywalker X-33 testimonia invece la ricerca scientifica di Omega applicata a un segnatempo.

1957
BROAD ARROW
Il primo Speedmaster

1973
SPEEDSONIC
Primo Speedmaster elettronico

1996
RACING
Lanciato da Michael Schumacher

1959
Primo omega nello spazio
Indossato da Walter Schirra

1975
APOLLO – SOYOUZ
Celebrativo per la missione Americano-Sovietica

1998
X -33
Il preferito dei piloti

1965
IL MOONWATCH
Primo orologio sulla Luna

1979
ALASKA IV
Prototipo al quarzo realizzato per la Nasa

2003
DALLA LUNA A MARTE
Anticipando il futuro

1968
Quadrante racing
Per una migliore leggibilità

1987
ITALIA
Realizzato appositamente per l’Italia

2005
GMT COASSIALE
Con uno scappamento pionieristico

1969
MARK II
Prima riprogettazione

1991
CALENDARIO PERPETUO
Per il 700° anniversario della Svizzera

2008
PECHINO
Celebrando la XXIX Olimpiade

1969
Alaska (prototipo)
Realizzato per la Nasa

1992
SCHELETRATO
Rara edizione limitata artigianale

2012
APOLLO 17
40° anniversario

Sviluppato vagliando attentamente le esigenze funzionali di astronauti e piloti, il calibro Omega 5619 rinnova i concetti tecnologici introdotti dall’X-33 nel 1998. Il movimento cronografico al quarzo multifunzione è stato messo a punto nell’ambito di un brevetto depositato sfruttando i principi di un’invenzione di  Jean-François Clervoy, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), organizzazione che ha deciso di impiegare tale esemplare in tutte le missioni. Realizzato esclusivamente in titanio, lo Skywalker X-33 evidenzia un altro ambito in cui lo Speedmaster esalta le proprie peculiarità orologiere. La sperimentazione di nuovi materiali fa parte del codice genetico di Omega, sempre alla ricerca di migliori performance e di un’estetica raffinata. Come la ceramica, per esempio, a finitura lucida e satinata dello Speedmaster Dark Side of the Moon, con la cassa ottenuta da un singolo blocco di ceramica di ossido di zirconio e con il quadrante in ceramica, ha aperto la strada a una famiglia di cronografi molto apprezzata dai collezionisti. O come l’oro Sedna, una speciale lega d’oro composta da oro, rame e  palladio dalla colorazione rossastra molto  particolare e resistente nel tempo.………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE 

Omega Speedmaster Dark Side of the Moon, con cassa, pulsanti e quadrante in ceramica nera. (9.900 euro).