Scaldate i motori

Prendi una Maison orologiera e uno dei più
importanti designer al mondo. Aggiungici una buona dose
di passione per le auto d’epoca e spingi il piede sull’acceleratore. Il risultato è Autobahn, l’ultimo orologio di Nomos Glashütte. Allacciate le cinture di sicurezza…

testo di Stefano Salis

Le linee precise e asciutte, una pulizia formale che diventa essenza e identità, il guizzo dell’arancio che investe delicatamente il bianco e nero, rigido, sottile, elegantissimo delle cifre e delle lancette. Al primo sguardo, il nuovo automatico di Nomos Glashütte conquista, al secondo, ispira, al terzo diventa una (possibile) seconda pelle. Se si è nello spirito giusto, che è lo spirito che ha animato un designer di gran nome, il tedesco Werner Aisslinger, affiancato da Tina Bunyaprasit, vincitore di tutti i premi di settore possibili e immaginabili (a partire dal nostro Compasso d’oro), se si è nello spirito che parla di velocità, libertà e sobria eleganza. È un orologio da auto sportive, e infatti il suo nome è Autobahn, un’autostrada che esprime gioia, qualità, affidabilità. «È un orologio sportivo, comunica velocità, un pezzo forte e potente senza essere rumoroso», spiega orgoglioso il designer. «È un’esperienza favolosa», chiarisce Aisslinger, «disegnare un orologio meccanico sapendo che anche il suo interno è stato sviluppato a livelli di altissima qualità».

Proprio così, Nomos Glashütte, una delle poche manifatture orologiaie indipendenti, fondata nel 1990, realizza i suoi raffinati segnatempo meccanici a Glashütte, una piccola città della Germania da oltre 170 anni fulcro dell’orologeria tedesca. «Autobahn è il mio orologio, per sempre», dice ancora il designer. Riconosci subito che si ispira alle auto sportive, quelle a due posti, da guidare su pendii mediterranei, il mare azzurro sullo sfondo, le quinte disegnate dai pini marittimi: niente cinture o airbag, forse, e nessun limite di velocità. Continui rimandi e suggestioni di ispirazione automobilistica, come per esempio la curva del réhaut del quadrante, ispirata a circuiti leggendari (ricorda la forma della Nordkurve, la curva nord del Berliner Avus), che emoziona.

Così pure il richiamo al parafango della Silberpfeil, la Freccia d’Argento. E ancora, il lungo riquadro della data tra le cinque e le sette è ampio tre corsie (tre numeri): fa venire in mente un contachilometri. I caratteri degli indici delle ore sono affiancati da striature in Superluminova, che certo permettono di leggere l’ora al buio, ma soprattutto ricordano il tachimetro di un’auto d’epoca.
«Autobahn, dunque, è un viaggio nel passato a 360 gradi», spiega Aisslinger. «Oggi esistono sicuramente dei mezzi di trasporto più moderni, ma i vecchi cronometri, e le loro forme, la loro lavorazione, mi affascinano.

Amo la velocità». Nonostante questo, il designer si è preso il tempo giusto, forse anche più lento del previsto. «Abbiamo lavorato quattro anni per ideare quest’orologio. Se ora lo guardo e lo paragono alle prime bozze progetto, riconosco molti aspetti del disegno iniziale che, passo dopo passo, abbiamo perfezionato e portato quasi agli estremi».  Ma il fatto più importante è forse la produzione perfetta dell’orologio. Se nulla è stato lasciato al caso è dovuto al fatto che l’Autobahn è nato ambizioso ed è disponibile in tre versioni di colori: bianco argento, grigio sportivo e blu scuro. Con un diametro di 41 mm, si tratta di un modello decisamente maschile, il vetro zaffiro su entrambi i lati è più resistente dell’asfalto; tutto concorre insomma a formare la possibilità di un nuovo archetipo. «Il nostro obiettivo era quello di creare un qualcosa per l’eternità. Un orologio dall’aspetto rivoluzionario. .………PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE