Sfidare Le Prestazioni

Breaking performance, spingersi oltre i limiti, senza perdere di vista il traguardo. In campo i numeri uno dello sport
e un grande professionista del tempo, Richard Mille, che fanno squadra per mettere a punto orologi nati con la stoffa del campione. Perché l’importante è… vincere

testo di Alberto Gerosa

Campioni di velocità, dove la sfida e la competizione portano alla conquista di un record. Eccellere nella disciplina, tanto che diventare una leggenda è un diritto. Ogni prova è misurasi con le proprie capacità. Forza, non solo del corpo, ma anche quella della mente, perché la prestazione richiede concentrazione. Ed è la brama di successo che ti spinge a fare sempre meglio. Ogni vittoria è l’inizio di una nuova sfida. In campo i campioni migliori, in un gioco di squadra con i tecnici e i maestri orologiai di Richard Mille. Parola d’ordine: breaking performance! Ai suoi massimi livelli, lo sport è ingegneria del corpo e l’impresa si gioca il tutto e per tutto al millesimo di secondo. Da qui l’importanza per gli sportivi di avere strumenti per la misurazione del tempo affidabili, in grado di farsi «seconda pelle», per usare le parole di Rafael Nadal.

Lo spaccato della conchiglia del nautilus, un mollusco cefalopode esempio di sezione aurea che la natura crea.

Ma per raggiungere un simile obiettivo l’ingegneria non basta, è necessario quel guizzo di genio, quel quid di spirito che tradisce la sua presenza anche nella più cartesiana delle meccaniche (The Ghost in the Machine, per dirla con la fortunata espressione coniata dallo scrittore Arthur Koestler). Dalla collaborazione tra gli sportivi e Richard Mille nascono orologi che hanno nel Dna la stoffa del campione… Da una simile alchimia prendono corpo soluzioni ardite, come lo sdoppiamento della platina escogitato da Richard Mille per isolare il movimento dell’RM53-01 Tourbillon dai notevoli impatti che si registrano durante una partita di polo: l’orologio infatti è pensato per il polso di Pablo Mac Donough, uno dei migliori giocatori al mondo di questo sport.

Sottili cavi d’acciaio, tenditori e pulegge che rendono la platina centrale solidale con quella periferica sono degni di un’architettura di Santiago Calatrava. A proteggere tale struttura ci pensa un vetro composto da due strati di zaffiro separati da un sottile strato di polivinile: in caso di un forte impatto si potrà fratturare, ma senza andare in mille pezzi. Impeccabile esercizio di tecnica unita all’estetica è la cassa dell’RM 70-01 tourbillon Alain Prost, la cui particolare forma tonneau associata a quelle rettangolare e asimmetrica suggerisce la passione ciclistica del ……….PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO ACQUISTA IL MAGAZINE